C’è proprio bisogno di ricordarlo?

E’ veramente così necessario che ogni donna ribadisca il valore del proprio corpo?
E’ necessario ribadire che il “mio corpo è mio e decido io a chi darlo?”.

Se, come alcuni chiedono, fosse necessario, ecco, lo dico anche io.
Io che sono una donna, e con il mio corpo ci convivo da sempre.
Ho lottato contro degli stereotipi quando ero una giovane adolescente insicura, e ci lotto ora che donna non sopporto di dovermi difendere dagli uomini.

E’ sconvolgente come si continuino a registrare casi di violenze, come nel 2017 la nostra società occidentale tanto moderna non abbia estirpato questo male.

Non è questione di provenienza, cultura, religione. E’ questione di umanità.

Credo che la violenza più pericolosa e dolorosa sia quella psicologica. Quella che porta una donna a non essere se stessa perchè ha paura, perchè non può seguire i propri sogni e desideri, quella che ti porta a non poter uscire la sera vestita come ti pare perchè “è pericoloso”.

Non è pericoloso essere donna. La cattiveria e l’egoismo sono pericolosi.

Sarebbe veramente importante iniziare a fare realmente educazione sentimentale. Farlo nelle scuole, nelle piazze. Non solo ai bambini, ma anche ai genitori.
Perchè non esistono “omicidi passionali”, non esistono violenze verso donne “che se la sono cercata”.

cropped-11953198_10207518271142979_1391458029381699398_n1.jpg

Dover ribadire questi semplici concetti nel 2017 è una grande sconfitta per tutto il genere umano.

 

 

Penelope e Iddu

Sono una donna fortunata. Faccio un lavoro che mi piace, mi diverte e mi permette di conoscere gente e posti bellissimi. Certo non sono tutte rose e fiori… ma bisogna sempre concentrarsi sul lato positivo.

Una delle mie fortune è che già per la terza volta me sono andata a Stromboli per lavorare alla Festa di Teatro EcoLogico. A fine giugno una Festa per artisti, pubblico e per noi che la organizziamo. Rinunciando all’elettricità, senza microfoni, amplificazioni o luci artificiali ci siamo goduti eventi immersi nella natura dell’isola, su terrazze affacciate sul mare, sotto le pendici del vulcano, in cave nascoste, illuminati dal sole, dalle stelle e dalle candele. Uno spettacolo negli spettacoli che fa bene al cuore e ridà senso all’incontro artisti-spettatori.

Due settimane tra organizzazione, problem solving, completamente circondata dal mare. Due settimane gipsy, con i capelli ricci asciugati al sole, solo scarpe basse, tanta serenità. E poi c’era Iddu (ovvero il vulcano, Stromboli) che ci sovrastava. E’ impossibile descrivere fino in fondo la sensazione che dà sentirlo gridare, alzare gli occhi e vedere del fumo che esce dalle sue bocche.

IMG_20170621_054436

L’energia la senti da sotto la terra. Nonostante la stanchezza, le poche ore di sonno, mi sentivo forte. Guardavo il mare e vedevo Strombolicchio, la piccola isola che leggenda vuole sia stata il “tappo” dello Stromboli. Non essendoci luce artificiale sulle strade di Stromboli, dovendo camminare a piedi perchè non passano auto, ogni sera alzavo gli occhi e lo spettacolo del cielo stellato, della via lattea, mi faceva sentire piccola e circondata dalla bellezza.

I colori predominanti: l’azzurro del cielo e del mare, la sabbia nera e il rosso del fuoco.
Il mio sangue siculo ribolliva e la sensazione di pace e serenità erano uniche.

Da quando ero piccola l’idea di salire sopra un vulcano mi emozionava. Nello studio del mio nonno siciliano guardavo ogni estate una foto di un’eruzione dell’Etna, e fantasticavo su come sarebbe stato bello vederla dal vivo. Per anni avevo provato a raggiungerlo da Capo D’Orlando, ma a causa del mare mosso eravamo sempre tornati indietro. Solo una volta ero riuscita a vedere la sciara del fuoco dal mare. Bellissimo! Poterci  vivere per alcune settimane è da tre anni un privilegio.

Quest’anno Penelope ha finalmente realizzato il sogno: salire in cima allo Stromboli!

Armata di coraggio, acqua, scarponi, circondata e sostenuta dai miei compagni di viaggio, ho intrapreso la salita. La vista era mozzafiato. Più si saliva più si vedeva il mare, Strombolicchio in 3d e si sentiva la potenza di Iddu.
Nell’ultimo tratto sembrava di essere su Marte. Terra rossa, il Sole quasi al tramonto, fumo e nuvole che ci circondavano facendoci perdere ogni punto di riferimento.

IMG-20170623-WA0001

E poi eccolo. Iddu. In tutta la sua potenza. Il vento spostava il fumo e vedevi quattro bocche sputare lava e fuoco. Un’emozione mai provata. La terra sotto i nostri corpi sfiniti bruciava.  Davanti a noi un tramonto perfetto e la forza inarrestabile della natura.

Siamo stati così, un’ora, a contemplare la bellezza.

IMG-20170623-WA0010

La discesa è stata altrettanto singolare. Saltellavamo sprofondando nella sabbia. Le sole torce che avevamo in testa illuminavano il cammino. Intorno a noi il buio. Se alzavi gli occhi vedevi delle nuvole rosse a ricordare che Iddu continuava ad eruttare, che quello a cui avevamo assistito non era uno spettacolo organizzato, ma era la natura, che a prescindere da noi Iddu continua a vivere e a sprigionare la forza dalle viscere della Terra.

Da quel giorno Iddu è stato diverso. E’ stato come se ormai avessi un rapporto più intimo con lui, come se la sua energia mi avesse invasa.

C’è chi si ammala di Stromboli e non riesce più a lasciare l’isola. C’è chi deve salire almeno una volta a settimana. Io sono sicura che ci tornerò lassù in cima per ricordare che siamo solo piccoli uomini in una Terra che ha vita.

Avventura assolutamente da fare! Salite sullo Stromboli almeno una volta nella vostra vita. Aiutati da guide esperte tutti, seguendo il nostro ritmo, possiamo raggiungere le cime più alte!

Qui alcuni consigli su come raggiungere Stromboli, dove dormire e qualche struttura amica 🙂

Io proseguo la mia estate in Sicilia, a Capo D’Orlando, dall’altra parte del mare, contemplando da lontano le Isole Eolie, in attesa di tornare la prossima estate da Iddu.

Pe fà la vita meno amara…

“Ehi Penelope!!! Che fine hai fatto??? Dove sei finita?!

Eccomi qui.
Dopo aver lasciato questo prezioso spazio sospeso tra i propositi per il nuovo anno.

Bene, ben entrato nella mia vita 2017. Di mio ci metto la curiosità, l’apertura verso nuove proposte, cercherò di non rimandare sempre le cose (!!!), ci metterò la speranza e la tenacia. Ah! Oggi sono andata a rifare il passaporto… Sono sicura che comunque vada sarà un successo.

E in onore di questo proposito, ho scoperto cose di me che nemmeno immaginavo, ho intrapreso nuove avventure e sopratutto… HO VISSUTO!

Il 2017 si sta comportando abbastanza bene. Me lo godo con lentezza, e scopro che è bello stare in ascolto di se stessi e seguire nuovi sogni e avventure. Finalmente in vacanza, è giunto il tempo di condividere e dare consigli in stile #penelopeescesola!

#iloveyoga
Ho scoperto che amo lo YOGA.
Nonostante il mio corpo non sia elastico, nonostante la posizione sulla testa non sia la mia posizione… di soddisfazione ne ho già avute tante.
Vuoi mettere essere costante? Per una come me che non fa che rimandare… è stato un successo! Come riuscire a toccarmi le dita dei piedi, sentire il corpo che piano piano si allunga, si adatta a posizioni mai provate e sopratutto la mente si rilassa.

#Iddu
Una delle avventure più belle di questi mesi è stato salire sopra lo Stromboli! Ma di questo voglio parlare in un post dedicato. Intanto un piccolo spoiler: UAHU!!!

#Ukulele
Dulcis in fundo, in tre giorni ho preso una decisione. Senza rimandare o pensarci troppo… Ho comprato un UKULELE

20429619_10213623312325193_4012919096423480760_n

Sono giorni che passo con lui almeno un paio d’ore davanti a video tutorial, e devo ammettere che miglioro di giorno in giorno.
Cosa mi abbia spinta a farlo non lo so! Da piccola, per otto anni, ho suonato il violino.
E’ stato bello ascoltare una voce dentro, entusiasta, che mi diceva cosa mi avrebbe farebbe felice.
In questi giorni il suono del mio Ukulele mi fa felice.

Pe fà la vita meno amara, me sò comprata sta chiatara

e proseguo con un solo obiettivo: SEGUIRE CIO’ CHE MI FA BATTERE IL CUORE

… to be continued…

Cara Alessandra, così non va!

Cara Alessandra Amoroso, ti scrivo.

Sono una grande appassionata di musica italiana. Ti stimo anche molto. Sei bella, brava, hai una voce passesca, sei salentina. Insomma: una donna piena di qualità! In questi anni ho anche apprezzato alcune tue canzoni. Nell’eterna diatriba se fossi meglio tu o Emma Marrone ho spesso faticato a schierarmi.

Ma mi dispiace: sul ciglio senza far rumore non ti ci posso lasciare!

Per chi si fosse distratto, l’ultimo singolo di Alessandra Amoroso si intitola proprio così: “Sul ciglio senza far rumore“. Lui la lascia… hanno un rapporto di alti e bassi… e la nostra Alessandra lo aspetta sul ciglio senza far rumore!

Cara Alessandra, mi siedo accanto a te con una bella tazza di thè caldo e cerchiamo di ragionare insieme. Capisco il dolore, lo stordimento. Ma così non funziona. Il teorema di Ferradini di prendere una donna e trattarla male non funziona! E non funziona nemmeno farsi trattare male!

Ti preferivo quando ci incitavi comunque ad andare. Cosa è successo? Perchè ora ci racconti di una donna che si accontenta di stare in un angolo ad aspettare?

Non è un atteggiameno giusto nella vita, in generale, non solo nelle storie d’amore. Apprezzo il consiglio di non rompere troppo le scatole. Essere petulanti non aiuta. Nemmeno incalzare per avere risposte. Meglio mollare, dare tempo, spazio. Riflettere e far riflettere. E nel mentre che c’è il silenzio fare tanto rumore nella propria vita, ricominciare, stravolgere tutto.

Mia cara Alessandra, nessuno deve fermarti e fermare la tua vita. Tu vai avanti, vivi, diventa la migliore Alessandra che puoi divetare, e vedrai che lui, se ti ama. ti verrà a riprendere. Altrimenti va bene lo stesso.

629d13baf4af6f0704e2b85e5a73d937

Proprio l’altro giorno leggevo un articolo sull'”ASSERTIVITA’“. Una grande lezione! Essere assertive, uscire allo scoperto, imparare ad amarsi, mettersi al centro del proprio mondo per riuscire a dare un contributo alle relazioni, senza prevaricare gli altri o soffocare se stesse.

Ho segnato nel mio diario i principi dell’assertività con l’impegno di seguirli:

  1. ho il diritto ad essere trattato sempre con rispetto e dignità;
  2. ho il diritto di essere me stesso/a e di essere unico/diverso;
  3. solo io ho il diritto di giudicare i miei comportamenti, pensieri ed emozioni assumendomene la responsabilità e accettandone le conseguenze;
  4. ho il diritto di non giustificare il mio comportamento adducendo ragioni, scuse o spiegazioni;
  5. solo io ho il diritto di decidere se occuparmi o meno dei problemi degli altri, di prendermi responsabilità al posto di chi rifiuta di prendersele;
  6. ho il diritto di cambiare opinione, parere e modo di pensare così come di sbagliare assumendomi le responsabilità delle eventuali conseguenze;
  7. ho il diritto ad avere ed esprimere un’opinione personale non coincidente con quella altrui e ad essere ascoltato/a e preso/a sul serio;
  8. ho il diritto di rifiutare una richiesta che mi porta via troppo tempo o risorse dai miei impegni, di non soddisfare sempre le aspettative altrui, dire di no senza sentirmi in colpa;
  9. ho il diritto di chiedere ciò che ritengo opportuno nel rispetto del reciproco diritto a rifiutare;
  10. ho il diritto di dire “non capisco” a chi non mi dice chiaramente cosa si aspetta da me, di dire “non mi interessa” quando non voglio essere coinvolta in iniziative di altri, di dire “non so” quando mi si richiede una competenza che non ho.

E voi? che ne pensate? Meglio agire, piangere, rifarsi il trucco e andare, o stare lì, buone buone, ad aspettare in silenzio?

Una dichiarazione di intenti

Ci sono momenti nella vita di una donna (e chissà… forse anche di un uomo!) in cui sente che è ora di iniziare ad ascoltarsi.
Spesso è la vita che te lo impone, con i suoi tanti cambiamenti, con gli inciampi che si incontrano nel proprio percorso. Si perde il lavoro, si accende una nuova passione, si tocca il fondo o si prende il volo. L’anima urla più forte e chiede di essere ascoltata.

Ma da dove si riparte quando si ha d’improvviso  la sensazione che si deve ricominciare ad ascoltarsi? Da dove si riparte quando si abbandona, per scelta o costrizione, la propria zona comfort?

Cerco di mettere da parte la mia akrasia (che è la tendenza a procrastiare sempre tutto!) e mi impongo di imparare a vedere in una crisi una possibilità. Per fortuna ho dei compagni di viaggio che mi sostengono e mi sono vicini.

Un detto dice “meglio sola che mal accompagnata”. A me invece piace essere “ben accompagnata” e col tempo ho scoperto che c’è una compagna preziosa che è sempre con me e che devo imparare a conoscere ed ascoltare: ME STESSA! Perchè si può scappare da tutto e da tutti ma non da noi stesse.

Sono da sempre “una Penelope“. Penelope, la donna fedele, paziente, che per anni ha atteso a casa il ritorno del suo Ulisse. “Fatti non foste per viver come bruti“, diceva l’Ulisse di Dante. Ma questa raccomandazione a esplorare il mondo non è diretta anche alla povera Penelope?

Per me, Penelope è una donna che ha scelto la sua famiglia, le è fedele, ma vuole comunque essere libera. E’ una donna indipendente, che ha un mondo dentro, che segue il suo cuore e… che può uscire da sola.

PENELOPE ESCE SOLA non è un blog femminista nè una dichiarazione di indipendenza. PENELOPE ESCE SOLA è una dichiarazione di intenti, un impegno che ogni donna dovrebbe prendere con sè stessa. Una dichiarazione d’amore.

Ho deciso di aprire questo blog per condividere il mio percorso di crescita con chi vorrà seguirmi, uomini e donne con un forte desiderio di libertà.

E voi? avete mai deciso che non volevate rinunciare alla vostra libertà o a fare qualcosa che vi piaceva? Quando è scattata  la decisione di uscire da sole per seguire il vostro cuore?